Alberghi, ristoranti, negozi e barber shop. Ecco la lista dei locali della grande mela frequentati dai moderni Don Draper

Amata anche dal presidente Barack Obama, la serie tv Mad Men ha riportato in voga gli anni Sessanta visti da Madison Avenue, il cuore creativo di New York dove è nata la pubblicità.
Look, abitudini e lifestyle dei protagonisti della serie hanno contagiato anche il mondo della moda, dalle collezioni della costumista Janie Bryant prossimamente in vendita alle vetrine del brand Banana Repubblic, presto in arrivo anche a Milano, fino alle Barbie versione Mad Men della Mattel.
A tutti i moderni Don Draper, affascinati dallo stile impeccabile del protagonista interpretato da Jon Hamm, farà piacere sapere che a New York è ancora possibile frequentare molte delle location della serie, dagli alberghi alle steakhouse dove fumare Lucky Strike, bere long drink e creare slogan di successo.
La lista di indirizzi newyorkesi più Sixties inizia con il ristorantino spagnolo El Faro nel West Village, su Greenwich Street, dove ordinare tapas circondati dalle romantiche immagini di ballerini di flamenco sulle pareti. Per mangiare un americanissimo hamburger invece il posto giusto è Pj Clarke’s, uno dei più antichi bar della city su Third Avenue all’incrocio con la 55esima strada. Superata l’insegna in ferro battuto con scritta dorata, all’interno a ricordare la storia centenaria del locale c’è un vecchio telefono “out of order”, piccoli tavoli di legno in stile saloon e juke box con brani anni ’50 e ’60, da cui spesso proviene la voce di Frank Sinatra, cliente abituale di Pjs assieme a Nat King Cole.
Il “mutton chop”, la bistecca di montone, è d’obbligo se si sceglie di cenare alla Keen’s Steakhouse all’ombra dell’Empire State Building. Ad accompagnare l’ottima carne, oltre ad un calice di Bordeaux, ci sono le centinaia e centinaia di pipe appese al soffitto a ricordare la tradizione del locale dove un tempo i membri lasciavano la propria pipa personale, tra questi anche celebrità come Albert Einstein e “Buffalo Bill” Cody.
È qui che l’attrice Lillie Langtry nel 1901 ruppe il divieto d’ingresso alle donne, entrando cinta da un abito di raso e un boa di piume per ordinare un mutton chop, ovviamente. All’attrice è dedicata una delle sale, assieme alla Lincoln Room, con memorabilia del presidente, alla Lambs Room, in omaggio al club londinese di attori shakespeariani e alla Bull Moose Room in onore di Theodore Roosevelt, ideale per cene private, cocktail party e degustazioni di vino davanti al camino.
Nel cuore del Theater District c’è invece il ristorante Sardi’s dove la cena si gusta in stanze tappezzate con le caricature delle star americane di ieri e di oggi. Tra gli alberghi frequentati dai Mad Men in celluloide c’è l’Hilton Hotel sulla Sixth Avenue, dove Don incontra il fondatore della catena in persona, e lo Sherry Netherland con vista su Central Park, come recita la pubblicità del 1927 «more than a place to live… a way of living».
Dentro il vicino Plaza Hotel batte un altro pezzo di storia newyorkese, si tratta del The Oak Bar, costruito nel 1907 è oggi meta raffinata per sorseggiare un Acai Martini o un rum old fashioned. Per abbinare ostriche e champagne invece l’indirizzo è Central Station, qui dal 1913 l’Oyster Bar accoglie i suoi clienti nell’atrio principale con le sue caratteristiche volte e le aree lounge.
Per vestire elegantemente con un tocco vintage anni Sessanta è proprio su Madison Avenue, a Midtown, il negozio Paul Stuart di abbigliamento maschile dove è possibile farsi confezionare abiti su misura. Per finire, è il barber shop Paul Molè ad occuparsi della rasatura perfetta di ogni tycoon di Manhattan, oggi come ieri, con ex clienti illustri come John F. Kennedy Jr. e Joe DiMaggio.
Per accrescere la lista e scoprire nuovi angoli di New York non resta che seguire la quarta stagione della serie creata da Matthew Weiner, da poco in onda sulla rete via cavo statunitense AMC o cercare di entrare come comparsa nel cast inviando la propria foto nel miglior “Mad Men style”.
Giusy Palumbo









